Referral Banners HUMUS

lunedì 1 agosto 2011

Famiglia tradizionale, BALUARDO NAZIONALE!


(titolo tratto da uno stato su facebook)

Sì, ma quale:
Uomo, donna e cane?
Uomo, donna e amante?
Uomo, donna e mignotte il venerdì?
Uomo, donna e rapporti omosessuali clandistini con fintà virilità ostentata in società?
Uomo, donna e vacanze a cuba?
Uomo, donna e hasta la victoria? (presumibilmente un trans)
Uomo, donna e la cena di lavoro?
Uomo, donna e suocera?
Uomo, donna e sorelle?
Uomo, donna e fratelli?
Uomo, donna e pacchetti di sigarette?
Uomo, donna e scomparsi?
Uomo, donna e tasse?
Uomo, donna e assegni familiari?
Uomo, donna e family day?
Uomo, donna e divorzio?
Uomo, donna, family day e divorzio?
Uomo, donna e alimenti?
Uomo, donna e idraulico?
Uomo, donna e riunione coi professori?
Uomo, donna e figli?
Uomo, donna e preti?
Uomo, donna, figli e preti?
Uomo, donna e facebook?
Uomo, donna e vecchi amici?
Uomo, donna e televisione?
Uomo, donna e Striscia la Notizia?
Uomo, donna e ferro da stiro?
Uomo, donna e piatti da lavare?
Uomo, donna e prodotti per la casa?
Uomo, donna e media shopping?
Uomo, donna e dispari opportunità?
Uomo, donna e che bel culo la segretaria?
Uomo, donna e mi risposo con una dell'est?
Uomo, donna e almeno quelle tacciono perché scappano dalla povertà?
Uomo, donna e violenza?
Uomo, donna e chi porta i pantaloni in casa?
Uomo, donna e piatti che volano?
Uomo, donna e l'assassino ha le chiavi di casa?
Uomo, donna e separati in casa?
Uomo, donna e ma non si dice?
Uomo, donna e... Berlusconi?

Uomo, donna e perché non altro??


lunedì 18 luglio 2011

L'uomo che resta per abbassare le tasse alzando le tasse. E il mercato boccia manovra e governo.


Doveva essere il Salvatore, così diceva lui; si presentava come la novità, dimenticando di essere in politica da vent'anni ed avere più di settanta anni. Soprattutto, doveva essere colui che avrebbe reso tutti più ricchi, colui che finalmente ci dava un taglio. E un taglio ce lo ha dato veramente: ma non alle tasse, bensì alle agevolazioni fiscali. L'uomo dei miracoli ha compiuto il miracolo: quando sembrava che davvero non potesse fare di peggio è riuscito a fare di peggio. Superbollo, ticket sanitario, taglio delle agevolazioni Irpef e aumento della stessa fino a 1000 euro a famiglia. Napolitano applaude la coesione, la fine dello Stato è scongiurata. No, non scongiurata, rimandata perché non ci sarà ripresa, non ci sarà mai. Scongiurati sono i consumi, l'economia reale, i risparmi delle famiglie, la serenità dei cittadini che sono sempre più tartassati. Certo, la manovra era necessaria diranno, perché il mercato è impazzito, bisognava agire per evitare di finire come la Grecia. Dunque, mani al portafoglio. Di chi? Dei soliti! Ma non da subito, dal 2013 (tagli del 5% delle agevolazioni) e dal 2014 (tagli del 20%), cosicché si potrà presumibilmente accusare il nuovo governo. Eppure non se ne va, continua, persevera, come se avesse altro da distruggere. Chissà, forse altri danni da fare li troverà. E intanto dichiara: "resto per abbassare le tasse". O forse voleva dire le tazze?

Doveva abbassare le tasse, eliminare il bollo, abbassare il numero dei parlamentari, ridurre i costi della politica, abolire le province. Non è stato fatto nulla e nulla si farà. Si è fatta una manovra carogna nel nome dell'emergenza, ci si aspettava responsabilità invece s'è difeso il proprio territorio andando di nuovo a mettere le mani nelle tasche delle famiglie. Tagli alla politica non ce ne sono stati, i privilegi sono rimasti, le province più salde che mai. Silvio il Salvatore che diventa Silvio il Traditore. Per molti è sempre stato invece il Truffatore, un moderno venditore di indulgenze che frega i poveracci per il bene della propria cricca. E' ora, è ora di cambiare. Elezioni, governo tecnico, rivoluzione. Qualsiasi soluzione è meglio di un Berlusconi al governo. Si attendeva la risposta delle borse, e la risposta è arrivata: Milano a -2.5% alle 16.30, peggiore borsa europea. Giù vanno soprattutto i titoli bancari, nonostante il test di stress abbia dato risultati positivi per le banche italiane. Un nuovo lunedì nero, una sfiducia totale del mercato alla manovra e al governo italiano. Un rosso costante che chiede forse un cambio al vertice. Ormai non ci crede più nessuno, nemmeno il mercato.

LINK DEL GIORNO

giovedì 7 luglio 2011

Abolisco le province. Anzi no!




L'abolizione delle province è uno di quei temi di cui tutti si fanno promotori ma nessuno ha il coraggio di mettere in pratica. Da anni se ne parla, da anni si vincono campagne elettorali grazie a questo cavallo di battaglia, da anni si dice "abbattiamo i costi della politica", ma poi, concretamente, nessuno alza un dito. Sono trovate che vanno bene durante la campagna elettorale, evidentemente non durante una legislatura quando i voti sono un dato di fatto che ha già formato una maggioranza ed una opposizione. Giorni fa l'Italia dei Valori ha avanzato una proposta di legge proprio per l'abolizione delle province. Risultato? La maggioranza ha detto NO, il Pd ha detto NO. Gli unici "Sì" sono arrivati dall'Idv e da Fli. Ma come? Ma sì, ognuno ha i propri eletti e i propri interessi nelle province, vi stupite? A far scalpore è stata soprattutto la bocciatura del Pd. Io invece vorrei focalizzare l'attenzione altrove, e non a questi bellissimi tramonti estivi. Voglio fare un passo indietro di tre anni. Ricordo una ridicola campagna elettorale di Silvio Berlusconi. "Il salvatore è arrivato sulla terra" sembrava di sentir dire alle persone. Beh, il salvatore sono venti anni che è qui e non ha salvato un bel niente (a parte, forse, il suo patrimonio). Tutti, di nuovo, hanno creduto alle favolette di questo predicatore non tanto alto (né di statura, né moralmente) ed anno sbarrato nuovamente il simbolo sbagliato. A tutti piacciono le favole, fortunati sono quelli cui le mamme gliele hanno raccontate, ma servono per far addormentare i bimbi non per far cadere in un mondo di false illusioni gli adulti. Mi torna alla mente quella campagna e scopro che le province non sono l'unica balla cantata agli italiani in quel periodo. Cosa si disse? Certo, si disse prima di tutto "aboliremo le province!". Bravo! rispondeva il popolo. Non solo non le hanno abolite dopo tre anni, ma hanno persino rifiutato la proposta di un partito di opposizione che, magari per rinfrescargli la memoria, ha depositato una proposta per l'abolizione appunto delle province. Eppure, imperterrito, il Pinocchio nostrano (che di legno ha solo il naso) continua a farneticare qualcosa sui tagli ai costi della politica. Ma di tagli ci sono stati solo quelli alla cultura, alla sanità, alle università. Anzi, giorni addietro si sono persino affrettati a fare un'ala fumatori a Montecitorio per non so quante migliaia di euro. Be', dovranno pur fumare i loro cervelli di qualcosa!
Altro punto sul quale si è fatta propaganda, puntualmente disatteso, è la famigerata abolizione del bollo auto. E' stato abolito? No. Anzi, probabilmente verrà ben presto inserito un superbollo per le auto di grossa cilindrata. Non entro nel merito se sia giusto o meno, dico solo che si raccontavano altre storie e ancora una volta si è usato uno strumento sensibile per vincere le elezioni. L'amico dei ricchi si è rivelato l'amico di se stesso: infatti è il più ricco di tutti.
Poi c'è la sicurezza, che a quanto pare fa buchi da tutte le parti: nel petto, alle gambe, sotto le costole o al cervello. Ogni tanto un omicido, una sparatoria. Sembra proprio che qui rispetteranno il programma: basta chiudere i teatri, limitare gli eventi in città, far sì dunque che la gente non scenda in strada, che se ne stia buona buona davanti alla tv, e vedrete che la brava gente non avrà noie: basta chiudere bene la porta di casa.
In ultimo, la ciliegina sulla torta, per la quale grasse risate ho riversato sui giornali appena letta. "In cinque anni sconfiggeremo il cancro!". Bravo! Grande! Divino! Santo! Guaritore! (...) A che punto sei con la ricerca Silvio? (perdona tutta questa confidenza dandoti del tu, ma sei uno del popolo, giusto?). Due anni ancora, due anni ancora di legislatura per battere il cancro. Forse proprio per quello hai rinunciato ad abolire le province, il bollo, a mettere in sicurezza le città, a fare riforme; forse proprio per questo dici "andremo avanti fino a fine legislatura", per battere il cancro. Dai, Silvio, puoi battere il cancro. Poi, se non ce la farai al massimo perderai le elezioni, cosicché potremo comunque dire che almeno un cancro è stato sconfitto.

***

Intanto vi ricordo che a Roma è stato occupato il Teatro Valle da oltre venti giorni. Non ne parlano ma l'occupazione c'è e va avanti. Segui il Teatro Valle Occupato su facebook o visita il sito (www.teatrovalleoccupato.it)

giovedì 9 giugno 2011

Referendum: al di là del Sì o del No perché si deve votare, più una dissacrante riflessione riguardo ai quesiti sull'acqua.


Il referendum è l'unico momento in cui il popolo da pecora si trasforma in decisore. Poi beh, molti preferiscono essere pecora.. il resto è tutto dire.

***

Domenica 12 e Lunedì 13 si andrà a votare per il referendum. Sembra un accadimento scontato, ma sono molti a non saperlo. Poca informazione, poco dibattito pubblico, poca volontà di portare a conoscenza questa importante consultazione popolare. Perché mai tanto silenzio? Non è solo questione di vincere o perdere; il motivo oscuro, e forse il più reale, è che i vertici dello Stato da anni attuano una lotta per delegittimare questo importante strumento: un popolo che si esprime è un popolo che toglie forza alla gerarchia politica. Infatti il referendum è, insieme alla petizione ed alla proposta di legge di iniziativa popolare, un importante strumento di DEMOCRAZIA DIRETTA. E' lo strumento attraverso il quale la popolazione può veramente esercitare il potere popolare riconosciuto dalla Costituzione. Il popolo fornisce con il proprio voto la propria opinione su temi specifici: e ciò avviene senza intermediari, senza rappresentanti, ma in maniera diretta. Per questo il referendum non è, come vogliono far credere, un voto che serve a misurare il consenso politico, ma è senz'altro il più forte strumento con il quale il popolo esercità la propria sovranità. Il suo esito è una fonte di diritto primaria che vincola il legislatore. Ciò non avviene con le elezioni politiche; con il voto elettorale il cittadino esprime una preferenza politica, elegge un "mediatore" tra il suo pensiero e gli obiettivi da raggiungere. Essendo però questo interesse mediato dall'agire dell'eletto le attese possono essere disattese, in quanto l'eletto può esser libero di non applicare il programma perseguendo - contemporaneamente o alternativamente all'interesse dell'elettore- il proprio interesse personale. Pertanto, il referendum è l'unico strumento che piega il sovrano al volere popolare. Ma se io sono per il NO devo astenermi? Per tutto quello che ho scritto sopra NO. Potrebbe sembrare che l'astensione sia la ragione del No essendo i risultati identici, ma questa astensione produce soltanto il risultato di rafforzare il potere sovrano a scapito del potere popolare. L'istituto del referendum si indebolisce, perde importanza e questo potrebbe condurlo alla morte, morendo con esso i poteri di controllo e indirizzo primari che il popolo può esercitare sul legislatore. E' pertanto vitale recarsi alle urne, al di là del o del No; è davvero poco importante l'esito. Mettetevi in testa una cosa: chi invita a non votare fa soltanto il suo interesse (e non l'interesse del NO) perché così facendo rafforza il suo potere "mediato" e toglie vigore al quel controllo diretto che ci dovrebbe essere. Dunque Votate, votate per voi perché a voi si chiede un consulto, a voi si chiede un parere e non una adesione politica, a voi si chiede l'esercizio della vostra dignità di esseri pensanti. Pensate? Allora votate: o sì o no.
Perché se decidete di vivere su un determinato territorio dovete avere la possibilità di decidere direttamente come vivere, non solo in maniera mediata.

SU COSA SI VOTA

I quesiti sui quali si vota sono quattro e riguardano: la privatizzazione dell'acqua con i primi due (si vota SI se non si è d'accordo, si vota NO se si è favoreli), la produzione di energia nucleare (si vota SI se non si è d'accordo, si vota NO se si è favoreli), mantenimento del legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri (si vota SI se non si è d'accordo, si vota NO se si è favoreli).

***

a) referendum popolare n. 1 Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione; b) referendum popolare n. 2 Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma; c) referendum popolare n. 3 Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme; MODIFICATO DALLA CASSAZIONE (1° giugno 2011): Titolo: Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. Quesito: Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell'articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75? Comma 1: Allo scopo di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sui parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario, in relazione alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, per un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto resta sospesa l’efficacia delle disposizioni degli articoli da 3 a 24, 30, comma 2, 31 e 32 del decreto legislativo 15 febbraio 2010,n.31 Comma 8: in sintesi, prevede entro un anno l'adozione della Strategia energetica nazionale (ndr). d) referendum popolare n. 4 Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

***

Per quanto riguarda la privatizzazione dell'acqua, il primo quesito è di carattere generale: privatizzazione di servizi tradizionalmente gestiti dallo Stato, dalle amministrazioni comunali, ecc... ; il secondo quesito, invece, è più specifico: in pratica riguarda una norma che permette ai gestori del servizio di praticare prezzi in grado di coprire il costo del capitale investito e conseguire eventualmente un profitto. Questi quesiti sono i più delicati, perché i più esposti a speculazioni politiche. Il problema dell'assenza del dibattito pubblico, si trasforma in un pensiero approssimato. "Vogliono privatizzare l'acqua?" No; questo è ciò che vogliono far credere, ma l'acqua è e rimarrà un bene pubblico. E questo sia col SI sia col NO. Cosa allora? Si tratta della privatizzazione del servizio di gestione dell'acqua. E' da condannare? Nì. Se stai a vedere il Italia tutto è da condannare, dal calcio alle mozzarelle. In verità la privatizzazione dei servizi di gestione tramite la cessione delle quote delle società municipalizzate potrebbe avere risvolti positivi. Primo su tutti la riduzione del costo del servizio: il privato infatti cerca continuamente di operare con efficienza e a costi bassi. Questo in quanto investendo e rischiando il proprio capitale è più attento a come questo viene speso. Soprattutto cerca di evitare gli sprechi, cosa che spesso non avviene nelle aziende pubbliche a causa delle forti pressioni cui sono sottoposte dal basso (movimenti sindacali) e dall'alto (l'alta dirigenza politica che per soddisfare i proprio elettori - o i propri parenti - non bada a spese). Votare sì dunque? Nì. Il secondo punto, più delicato, permette di alzare le tariffe e vendere il servizio "a prezzi remunerativi". Questo è un punto spinoso: si deve permettere al gestore di lucrare sull'acqua? Se dicessi che ciò avviene giornalmente con l'acqua che beviamo, perché non potrebbe essere possibile con l'acqua che usiamo per fare il bidè? Il nodo è sempre come le cose vengono fatte: infatti, se vi fosse adeguata concorrenza e il servizio di gestione non fosse cioè "monopolizzato" in capo ad un'unica azienda si potrebbero perfino godere dei vantaggi, tra cui riduzione delle tariffe. A molti parrà dissacrante questo mio pensiero, ma è così. Il punto è: il servizio verrà svolto in un regime di libero mercato o di monopolio? Ci saranno "lucro libero" o freni alla speculazione? Ci saranno pressioni politiche all'operato delle aziende e alle assunzioni che rimarranno in parte pubbliche? Insomma, quanto il mercato potrà gestire liberamente questo servizio e in modo efficiente in modo da portare dei benefici? Si sa, da noi quello che si fa si fa poco e male. Dunque è probabile che il servizio dell'acqua venga affidato a poche o una sola azienda che applichi liberamente le tariffe, che incorra in malservizi rivalendosi sul prezzo senza temere d'essere insidiata nella sua attività da altre aziende più efficienti ed economiche.

Questo è quanto, non quanto ci dicono, ma è quanto. L'acqua è un bene pubblico e lo rimarrà in ogni caso. Dovete solo decidere se è il caso o meno di attivare una gestione del servizio privata o pubblica, il che non è voler dire ACQUA PRIVATA. Attenti alle speculazioni politiche.

In sintesi, Humus suggerisce di votare:

Quesiti uno e due sull'acqua e la gestione dei servizi idrici: NI, secondo le vostre conclusioni a seguito di profonde riflessioni.
Quesito 3 sull'energia nucleare: SI
Quesito 4 sul legittimo impedimento: SI

mercoledì 11 maggio 2011

domenica 24 aprile 2011

Giovanardi, l'Ikea e i talebani del bunga bunga.


Ci mancava solo l'infelice uscita di Giovanardi a rompere le uova di pasqua. Ammettiamolo, ci voleva; ne avevamo fin troppo delle solite polemiche, del bunga bunga, della guerra in Libia, dei processi a Berlusconi e delle riforme costituzionali. Ci voleva qualche novità, ci voleva Giovanardi, come se la politica italiana non fosse già abbastanza comica. Un diversivo che fa sorridere, ma anche rabbrividire. Rabbrividire perché sembriamo diretti sempre più verso uno stato fondamentalista, uno stato che vuole occuparsi di tutto, uno stato che vuole mettere le mani sulle scelte di vita e sulle campagne pubblicitarie. Avanti così e finiremo certamente con una classe governante che ci dice come vestire, quali siti internet visitare e quali no, quali spettacoli teatrali produrre, quali programmi televisivi vedere. Probabilmente quest'ultimo punto è stato già da tempo assorbito dal governo, il cui leader è anche proprietario di tre canali (i tre canali mediaset), ne influenza altri due(Rai1 e Ra2) e vorrebbe avere il veto sulla programmazione degli altri due (Rai3 e La7). Se non si conformano sono sovversivi e comunisti; così come sono sovversivi e comunisti i giudici che non si conformano all'imputato, così come sono sovversivi e comunisti i docenti, i giornalisti e tutti quelli che esprimono una opinione difforme dal capo. Questo stesso post è senz'altro sovversivo e comunista stando alle manie persecutorie e assolutistiche di cui è affetto il capo. Ma capo di chi? Capo e capi delle proprie turbe psichiche, dei propri fantasmi, capo e capi, ahinoi, delle vite di milioni di cittadini che, per quanto libere possano essere le loro scelte, sono costretti a subirne i decreti.
Ora che Giovanardi ha fatto indegistione di cioccolato e si è sfogato con la campagna dell'Ikea, come dicevamo, viene da sorridere e rabbrividire. Si sorride perché in fondo fanno tenerezza quei capi in preda a timori atroci di vedere una società "malata" realizzarsi a partire da quel libero mercato di cui loro (dicono) essere i promotori. Ciò che c'è veramente di malato in una società però sono le paure. Quelle sì che sono avvisaglie di sintomi gravi. Paura di che? Di una mano stretta, di un bacio o una carezza tra due uomini? Paura che due uomini possano, in barba allo stato talebano, comprare dei mobili, una libreria e un letto? E sullo stesso letto fare l'amore? Oh sì, l'amore, il sesso, uomo a uomo. Oh cielo, orrore anticostituzionale! E quale costituzione? Quella che ogni giorno si cerca di cambiare per i propri comodi, ma che sempre per i propri comodi viene sbandierata in difesa della famiglia naturale? Sbandierata e pure male, visto che la costituzione Italiana non dice allo stato di riconoscere soltanto quella famiglia naturale fondata sul matrimonio, ma semplicemente suggerisce (e dico suggerisce visto che oggi come oggi il rispetto della costituzione è un optional) alla repubblica di riconoscerne i diritti. Interpretazione dolosa o distratta? Diciamo intenzionalmente adattata alla propria idea; idea che, come in tutti gli stati talebani e fondamentalisti, si vuole estendere agli individui. Un individuo governa, ha un'idea di vita e tale idea deve essere presa come modello dai restanti sessanta milioni di individui: tanti saluti alla libertà, all'individualismo, alle libere scelte, a se stessi. La libertà del governo del bunga bunga è la libertà che fa vincere le elezioni e fa applaudire ai comizi: non c'è altra libertà in questo governo. Qualunque tentativo di influenzare le libere scelte degli individui - o come in questo caso quelle pubblicitarie di una azienda privata - è un attentato alla libertà, è un imporre una volontà dall'alto: e cos'è una volontà imposta se non una privazione di libertà?

Articoli consigliati su questo argomento:
La morale del governo al tempo del bunga-bunga (SiciliaInformazioni.it)
Buona Pasqua, collega Giovanardi (ilfattoquotidiano.it)