Referral Banners HUMUS: Università
Visualizzazione post con etichetta Università. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Università. Mostra tutti i post

venerdì 9 settembre 2011

Ma che avete nel cervello, la grattachecca?


(nell'immagine: Grattachecca)
(Come, non si parlava di questo Grattachecca?
Eppure ero convinto di saperla!)
(Ad ogni modo questo è Fichetto, non Grattachecca)


***
"Nei pressi del noto Liceo Tacito di Roma si trova la "grattachecca di Sora Maria", molto nota tra i giovani romani. Sapresti indicare quali sono i gusti tipici serviti? Menta, limone, amarena, cioccolato...".

***

Forse avranno pensato che un malato, sul punto di morire, può col suo ultimo filo di voce pronunciare debolmente: "Dottore, la prego, mi porti una grattachecca secondo la tradizione". Non si può disattendere un ultimo desiderio. Da oggi se vuoi fare il medico dovrai sapere almeno qual è il gusto tipico della "notissima" grattachecca del chiosco di Sora Maria. Sembra uno scherzo, sembra il solito diserbante irriverente, ma è una faccenda seria. E' una delle 80 domande che componevano il test di ingresso al corso di laurea in professioni sanitaria della Sapienza di Roma. Immaginate le loro facce. Un'intera estate a studiare per prepararsi al meglio, per non sbagliare nulla, per superare quel maledetto test; ogni giorno con il giornale in mano per avere uno sguardo sul mondo e una preparazione di cultura generale; e invece, tutto quello che bisognava fare era prendersi una grattachecca al chiosco di Sora Maria ("dottore, la prego..." - " Ma non so i gusti!!"). Incredibile, questo paese non perde l'occasione per screditarsi. Non eravamo già ridicoli abbastanza? Perché non chiedere anche chi ha vinto X-Factor o il Grande Fratello? Perché non chiedere quanto costa un ombrellone a Ostia o chi ha tirato il rigore decisivo ai mondiali... che anno era? Certe cose bisogna saperle, altrimenti come fai a svolgere certi mestieri! Sapienza, sapienza.. che pazienza!! Quando un'amica due anni fa mi disse di voler venire a Roma per fare il biennio specialistico alla Sapienza io le risposi: "Sei proprio sicura? Non sai a cosa vai incontro: è una giunglia disorganizzata, i professori non ti si filano, i siti internet sono aggiornati poco e male. Di prestigioso ormai ha solo il nome". Forse a quel tempo si salvavano almeno i test d'ingresso; ora neanche più quelli.
Tra i ragazzi c'è indignazione, soprattutto tra coloro che venivano da fuori, chiaramente penalizzati dalla propria provenienza. Gli stessi ragazzi romani però se la sono presa: non è detto che tutti i romani debbano conoscerla. Ed ora? A parte la credibilità perduta, cosa dire a quei ragazzi che non passeranno il test per un soffio? L'Udu (Unione degli Universitari) ha già fatto sapere che farà ricorso contro il test "farlocco", mentre Michele Bonetti - avvocato che da anni segue cause contro il numero chiuso - si dice pronto ad arrivare fino alla magistratura penale. Non hanno tutti i torti; anzi, hanno tutte le ragioni.



martedì 13 luglio 2010

Notte d'esami e di cultura alla Sapienza.


La Luna piena minchionò la Lucciola:
- Sarà l'effetto de l'economia,

ma quel lume che porti è debboluccio...
-
Sì, - disse quella - ma la luce è mia!


-Trilussa-


Da ieri fanno esami all'aperto, sotto il sole con i tavoli messi sui prati o su una panchina all'ombra. E già questo lo si può considerare un atto di coraggio, date le temperature insopportabili di questi giorni. La singolare protesta è stata messa in atto dai docenti della Facoltà di Lettere dell'università La Sapienza. Si era parlato di blocco degli esami; blocco che fortunatamente è stato scongiurato. Si è scelta una via che non danneggiasse lo studente, una via che il Rettore Frati ha definito folcloristica: esami all'aperto e di notte a lume di candela. Una protesta, forse non troppo rumorosa, ma simbolica e soprattutto pacifica, sebbene qualcuno provi comunque ad alzare i toni e creare il solito clima da guerriglia. Mi riferisco all'infelice uscita del senatore pdl Palmizio, che starnazza di "reprimere i docenti che aderiranno". Una parola forte repressione, ma con questo caldo si può capire che le connessioni cerebrali vengano a mancare.

Esami di notte e all'aperto. Una protesta che usa elementi come terra e oscurità per suonare un campanello d'allarme sul futuro dell'università: siamo con il culo a terra e si prospettano anni bui. Questo in sintesi il messaggio che viene trasmesso all'esterno. Nelle camere alte del potere passerà di nuovo inosservato, ma se non altro, mettersi a nudo potrebbe creare un riavvicinamento del cittadino medio, troppo sconvolto da parole come "fannullone" e "merito" pur non conoscendone il contesto. Meglio un esame in strada, che un'ora di televisione al chiuso! Meglio mettersi a nudo che rintanarsi nelle proprie nicchie.
Dalle 21.00 di martedì inoltre, nella città universitaria, saranno affrontate delle letture con tema la notte. Non solo esami quindi. La protesta, assume anche i connotati dell'evento culturale. Verranno recitati e lette poesie, letture in prosa, dialoghi. Un evento questo, organizzato dagli studenti e che gli stessi studenti svolgeranno. E sarà bello potere andare a spasso per la sapienza, godersi le stelle e le voci recitanti. "Basta un colpo di penna" qualcuno disse. Basta davvero? A cosa? Alla rivoluzione o al risveglio? Non credo più alle rivoluzioni: non alle rivoluzioni senza risveglio.